Nuovo Controllo sui Conti Correnti 2017!

Scattano i nuovi controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate per operazioni di prelievo dal proprio conto corrente!

                                                                                                  fonte: pixabay.com

Con l'emendamento da poco approvato con il decreto fiscale, è stato introdotto un nuovo controllo sui conti correnti in base al quale, chi preleva dal proprio conto  una somma superiore a mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrà essere oggetto di indagini da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Questo nuovo limite numerico per i prelievi dal conto definisce un confine di "bontà fiscale" delle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di 'nero' qualora il contribuente non riesca a dimostrare il contrario.
A ben vedere questa nuova norma contraddice la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti la quale stabilisce che l'uso dei contanti è vietato solo a partire da 3.000 euro, andando di fatto a porre un limite particolarmente forte all'utilizzo del proprio denaro, che di fatti viene posto a limitazioni.

Quali sono le conseguenze?

Per coloro che non rispettano i nuovi limiti di prelievo dal proprio conto corrente esponendosi cosi al nuovo controllo sui conti correnti bancari, sarà necessario in caso di indagine dell'Agenzia delle Entrate, dimostrate come sia stato speso il denaro prelevato. Laddove il contribuente non abbia pezze giustificative adeguate a dimostrare l'impiego di quelle somme, scatterà quindi il recupero a tassazione di quel reddito.
 In sostanza una vera e propria sanzione per chi non sa dire da dove provengono o dove finiscono i suoi soldi sul conto corrente. Principio che la legge stabilisce, in modo netto e chiaro per gli imprenditori, ma che sempre più spesso viene applicato anche ai lavoratori dipendenti, che non sono esclusi da questo tipo di controllo fiscale.

Stando a queste novità che sempre più stringono la libertà monetaria del contribuente, è sempre bene, conservare traccia dell'impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento. Si tratta, infatti, solo di una 'presunzione automatica' contraria al contribuente,  ma che consente sempre la prova contraria. Una prova, tuttavia, non sempre facile da raggiungere atteso che, spesso, soprattutto dopo molto tempo, si perde traccia e memoria delle ragioni dei propri spostamenti monetari.

Ecco allora che, è sempre meglio conservare un archivio con le motivazioni dell'impiego di consistenti somme di denaro ond' evitare che i propri prelievi possono costituire 'compensi' per l'Agenzia delle Entrate non dichiarati e soggetti così a tassazione, come stabilito dalla norma sui nuovi controlli sui conti correnti!!