CERTIFICAZIONE UNICA PER I LAVORATORI AUTONOMI, REGIME DEI MINIMI E FORFETTARIO

A COSA SERVE E COME SI COMPILA LA CERTIFICAZIONE UNICA PER COMPENSI A LAVORATORI NEL REGIME DEI MINIMI O FORFETTARIO? GUIDA GRATUITA E SEMPLIFICATA!

                                                                                                                                                                                   fonte: pixabay.com
Dopo aver spiegato Cos'è la Certificazione Unica vediamo adesso come si compila e  cosa serve la Certificazione Unica per i lavoratori autonomi che operano nel regime dei minimi o nel forfettario.
La Certificazione Unica per questa tipologia di compensi, ha generato anche da parte degli stessi professionisti incaricati della compilazione, non pochi dubbi nelle settimane trascorse,in quanto in quanto regimi fiscali di vantaggio sia minimi che forfettari, non sono soggetti a ritenuta d'acconto,
In realtà, il motivo per cui nella Certificazione Unica 2016 occorre indicare i compensi erogati ai professionisti minimi e forfettari non è legato alla certificazione delle ritenute d’acconto, ma ha natura rafforzativa del controllo fiscale. Infatti tramite le CU 2016 l' Agenzia delle Entrate può controllare per i professionisti che si avvalgono del regime di vantaggio, se per l'anno trascorso, siano state rispettate le condizioni di fatturato per poter rimanere nel regime in questione.

A cosa serve la certificazione unica  per i contribuenti minimi e forfettari?

Come già accennato i contribuenti minimi e forfettari, non sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto.
La certificazione per queste tipologie di contribuenti dunque, non serve a verificare il corretto versamento della ritenuta da parte del committente/cliente e/o la sua corretta indicazione in UNICO da parte dell’impresa/lavoratore autonomo.
La valenza di tale disposto normativo è rinvenibile nella volontà di poter creare un controllo incrociato sui redditi percepiti da questi soggetti, verificando la corrispondenza tra i ricavi indicati in UNICO PF dal contribuente minimo e forfettario (quadro LM rigo 2) e gli importi risultanti dalla somma delle certificazioni uniche che a lui fanno riferimento.

Guida alla certificazione unica 2016 per i contribuenti operanti nel regime dei minimi e nel regime forfettario.


Vediamo adesso come si compila la Certificazione Unica per i lavoratori autonomi, titolari di partita iva nel regime dei minimi o forfettario. I compensi erogati a questi soggetti, seguendo le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, vanno indicati nel quadro certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi della Cu. Schematizzando occorre indicare:

  • l’ammontare dei compensi corrisposti nel periodo d’imposta 2015 agli autonomi che hanno operato con il regime dei contribuenti minimi o con il regime forfetario, o delle provvigioni nel caso si parli di rappresentanti o agenti,
  • l’ammontare dei compensi corrisposti nel periodo d’imposta 2015 agli autonomi operanti con il regime delle nuove iniziative produttive.

In particolare,  nelle istruzioni alla certificazione unica 2016 relativamente ai punti 4 e 7 leggiamo:

“Relativamente ai compensi, non soggetti a ritenuta d’acconto, corrisposti a coloro che applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’art. 27 del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011 nel presente punto va altresì indicato l’intero importo corrisposto, ancorché non assoggettato a ritenuta d’acconto.
Il medesimo importo deve essere riportato anche nel successivo punto 7.
Relativamente ai compensi, non assoggettati a ritenuta d’acconto, corrisposti ai nuovi soggetti “minimi forfetari” di cui all’articolo 1 della L. 190/2014 deve essere riportato nel presente punto l’intero importo corrisposto. Il medesimo importo deve essere riportato anche nel successivo punto 7”.
Semplificando quinid, nella complilazione del quadro “Certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”, bisogna compilare:

  • il punto 4 “ammontare lordo corrisposto”;
  • il punto 7 “altre somme non soggette a ritenuta”.

E nel caso invece siano i minimi o i forfettari ad erogare compensi a professionisti ordinari?

In questa circostanza le regole differiscono a seconda che a pagare la prestazione sia un lavoratore appartenete al regime dei minimi oppure al regime forfettario.

Infatti i primi, ossia i contribuenti titolari di partita IVA nel regime dei minimi ex DL 98/2011 sono sostituti d’imposta.
In altri termini il contribuente nel regime dei minimi che eroga un compenso ad un professionista in regime ordinario deve:

  • versare la ritenuta d’acconto entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento;
  • certificare il compenso con la compilazione e l'invio della certificazione unica 2016 e del modello 770/2016.

Tale disposizione è dovuta al fatto che se è vero che i contribuenti minimi sono esonerati dall’applicazione della ritenuta sulle proprie fatture, d'altro canto conservando la qualità di sostituti d'imposta, non sono esonerati dall’applicazione delle ritenute alla fonte a titolo di acconto sulle fatture ricevute, quindi saranno soggetti a tutte le procedure necessarie per il versamento e la certificazione delle ritenute d'acconto.
Per quanto concerne invece i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario 2016, si è assistito ad una ulteriore semplificazione del modello di regime agevolato, infatti rispetto al regime dei minimi, chi opera nel nuovo regime fiscale di vantaggio 2016 non è più sostituto d’imposta.
Questo significa che la fattura va quindi pagata “integralmente”,  senza trattenere le somme a titolo di ritenuta d'acconto da versare successivamente con f24, esattamente come una persona fisica non titolare di partita IVA, essendo quindi esonerati da tutte le successive scadenze (certificazione unica 2016 e modello 770/2016)
Unico obbligo sarà quello di indicare nel quadro RS della propria dichiarazione dei redditi modello UNICO PF il codice fiscale  del professionista in regime ordinario cui è stato erogato il compenso e l’ammontare lordo del compenso erogato.

Quali sanzioni sono previste per l’errato o mancato invio della certificazione unica per i contribuenti minimi?

Nel caso in cui l’errore venga ravveduto entro i 5 giorni successivi alla scadenza per trasmissione, la sanzione non viene applicata. Se invece non si provvede entro tale termine a correggere l'errore, è prevista una sanzione di € 100,00 per ciascuna certificazione unica per i lavoratori autonomi errata, omessa o tardiva.