UN BLOGGER DEVE AVERE PARTITA PARTITA IVA?


Quando e come bisogna aprire la partita iva per il proprio sito o blog


Quello dell’apertura di una partita iva per i possessori di BLOG e siti è uno dei problemi che maggiormente interessa molti soggetti,  che guadagnano con le cosiddette “affiliazioni”, che per farla breve riguardano la vendita di spazi pubblicitari sul proprio blog.

Vanno dichiarati questi compensi al fisco?

La questione è di non poca rilevanza perché si rischia di incorrere in sanzioni e controlli, tuttavia la materia è ancora oggetto di profondi dubbi.
Va inoltre ricordato che l’avvio di una attività in regola non comporta solo la necessità di aprire una partiva iva ma anche, in base al tipo di attività l’iscrizione al registro delle imprese e all’INPS.
Aprire la partita iva non è una facoltà , ma un obbligo se l’attività è svolta in forma di impresa, e quindi riveste carattere di abitualità e continuità.

Quando tale attività può essere considerata abituale e continuativa?

Questo è forse l’aspetto più interessante e discusso. L’attività di esposizione di banner e link a pagamento in un sito è un’attività (praticamente pubblicitaria) continua nel tempo ed abituale, e quindi andrebbe regolarizzata a tutti gli effetti. Di contro c’è da dire che tali programmi di affiliazione generano il più delle volte ricavi irrisori, anche nell’ordine di 30 o 40 euro al mese, e ci sembra assurdo regolarizzare un’attività di impresa con un volume di affari del genere.
Possiamo affermare che non vi è una soluzione univoca per regolarizzare in ambito fiscale burocratico tale attività, e che innanzitutto c'è la possibilità di scegliere, tra l'uso della ritenuta d'acconto o la partita iva, (per approfondire l'argomento puoi tornare all'articolo!)
Se in sostanza si decide di aprire la partita iva le possibilità sono le seguenti:
apertura partita iva e iscrizione gestione separata INPS come consulente, metodo poco calzante;
inizio attività come ditta individuale (in Camera di Commercio) con codici attività relativi ad attività informatiche (es.62.09.09) ——– metodo utilizzato per evitare l’iscrizione come agenzia di affari/pubblicitaria che richiede autorizzazioni comunali, tale metodo non mostra particolari criticità anche se non rispecchia esattamente l’attività;
inizio attività come ditta individuale (in Camera di Commercio) con codici attività relativi ad attività pubblicitarie (es.73.11.02) ——– il metodo più corretto, che richiede tuttavia la comunicazione come agenzia di affari/pubblicitaria;
procacciatore d’affari con iscrizione in Camera di Commercio ——- altro metodo riscontrato;
Di sicuro è bene fare attenzione e valutare sia le varie strade che i costi conseguenti all'apertura di una partiva iva , per evitare di dover sostenere costi elevati per ricavi minimi, quindi è sempre opportuno rivolgersi ad un professionista che valuti la situazione particolare prima di procedere all'apertura di una partita iva.