Regime forfettario, novità introdotte dalla legge di stabilità 2016.


Soglie, inps, reddito, minimi  e start up

Con la legge di stabilità 2016, sono state introdotte numerose novità sia per i privati che per le imprese. Riassumiamo di seguito le caratteristiche più importanti del nuovo regime iva "forfettario" introdotto con la legge di stabilità 2016 
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  1. Soglie dei ricavi

Variano i tetti di reddito: 15mila euro in più all’anno per i liberi professionisti, 10mila euro in più all’anno per tutte le altre partite iva.
per tutte le categorie rimarranno invariate le percentuali di redditività, con la legge di stabilità 2016 necessarie per la determinazione del reddito da sottoporre all’imposta sostitutiva del 15 per cento:

1) costruzioni, immobiliari: 25 mila euro, 86%;
2) commercio (intermediari): 25.000, 62%;
3) professionisti: 30.000, 78%;
4) ambulante (altri prodotti): 30 mila euro, 54%;
5) altre attività: 30 mila euro, 67%;
6) ambulante alimentare: 40 mila euro, 40%;
7) produzione alimenti e bevande: 45.000 euro, redditività 40%;
8) commercio (ingrosso, dettaglio): 50 mila euro, redditività 40%;
9) alloggio, ristorazione: 50 mila euro, 40%.

   2. Imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di impresa

Prevede che il regime dei minimi delle partite iva nel regime forfettario sarà invece classificato come il regime delle start up: chi inizia una nuova attività può scegliere di applicare l’imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di impresa. restano immutate le condizioni di accesso al regime valide per il 2015.
per quanto riguarda i contribuenti già in attivitàpotranno continuare a fruire del “vecchio” regime fino alla fine dei 5 anni (periodo di durata massima) o, in alternativa, fino al compimento del trentesimo anno di età.

   3. Aliquota inps

La legge di stabilità 2016 prevede blocco dell'innalzamento dell'aliquota di contribuzione per la gestione separata (oggi al 27,72%, si è parlato anche di una riduzione al 25%, ma solo per il prossimo anno), e la possibilità del pagamento dei contributi artigiani e commercianti non più in misura fissa sul minimale, ma in proporzione al reddito effettivo, tuttavia con il pagamento di un minimale ridotto del 35% per coloro che pagano i contributi artigiani e commercianti, con una variazione quindi rispetto a quanto previsto dalla la legge di stabilità 2015 che prevedeva invece la completa eliminazione del minimale per le partite iva nel regime forfettario. Dal 1° Gennaio 2016 quindi anche chi era entrato nel regime forfettario nel 2015 dovrà riprendere a pagare il minimale ridotto del 35% secondo le scadenze convenzionalmente previste (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) per il versamento dei contributi sul minimale (ridotto del 35%).
Successivamente, dovranno verificare, in sede di Modello UNICO 2017 Redditi 2016, se il reddito “forfettario” (ottenuto applicando al fatturato il coefficiente di redditività relativo) sia maggiore o inferiore al “reddito minimale” ridotto del 35% e fissato dall’INPS per il 2016. 
A fine anno il reddito forfettario potrà essere:

inferiore al minimale, in questo caso il contribuente non dovrà versare alcun saldo e acconto;
superiore al minimale, in questo caso il contribuente calcolerà il saldo dovuto sulla parte di reddito eccedente applicando l’aliquota prevista per il 2016 ma ridotta del 35%.
Si rimane comunque in attesa della circolare INPS 2016 sulla gestione separata per i contributi previdenziali delle nuove partite IVA nel regime forfettario, per verificare se tale interpretazione letterale della norma (prevalente tra i professionisti del settore fiscale) verrà confermata.