Quanto costa aprire e mantenere una partita IVA






Procedendo nella trattazione degli aspetti principali riguardanti l’apertura della partita iva, ìn merito si possono consultare i miei articoli precedenti Le Dieci domande utili prima di aprire la Partita IvaCos’è e come funziona La Partita IVAQuando aprire la partita Iva,  passiamo adesso invece, adesso a valutare quanto costa aprire una partita IVA?
L’apertura in sé  non implica costi, se non il compenso previsto per il commercialista/fiscalista al quale ci rivolgeremo per tutte le pratiche necessarie per all’avvio. I costi in questo caso possono variare, generalmente, non dovrebbero superare i € 200,00.
Si consiglia vivamente di rivolgersi ad un professionista che possa grazie all’esperienza e capacità sbrigare tutte le pratiche necessarie all’apertura nelle scadenze previste, evitando di incorre in tal modo in inutili sanzioni.
Quello che devi maggiormente considerare sono invece le spese di mantenimento della partita IVA.
Queste possono variare in base alla forma che si è scelto per l’apertura della propria attività.
 Nel caso ad esempio di una ditta individuale  i costi di mantenimento della partita IVA possono essere così riassunti (si rammenta che delle modifiche potrebbero esserci in base alla forma che si vuole dare alla propria attività al momento dell’apertura, qui si sono riassunti i costi che generalmente possono esser accomunati a tutte le attività):

1)      COSTI RELATIVI ALLA TENUTA DELLA CONTABILITÀ 

I costi relativi alla tenuta della contabilità, sono direttamente proporzionali alle dimensioni dell’attività ed alla mole di lavoro di cui la tua attività necessita per la propria corretta ed efficiente gestione contabile.
Per esser più chiari contribuiscono alla variazione del costo del commercialista la tipologia della tua attività, il regime fiscale prescelto, il volume d’affari prodotto, il numero di fatture annue, la presenza di eventuali operazioni con l’estero e così via.
Facciamo un esempio:
Una ditta individuale in contabilità semplificata, che non ha un ammontare di fatture elevate e con un reddito annuo tra i 15.000 e i 30.000 euro, dovrà sostenere dei costi per la tenuta della contabilità che vanno dai 600 euro annui, compenso minimo previsto per la tenuta di una qualsiasi contabilità, ai 1.200 euro annui.

2)      DIRITTO CAMERALE

Il diritto camerale è un tributo che tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese devono pagare ogni anno a favore della Camera di Commercio competente territorialmente. La misura del diritto annuale è stabilita annualmente con un apposito decreto interministeriale e ogni anno, all’avvicinarsi della scadenza, le Camere di Commercio inviano alle imprese iscritte una comunicazione con gli importi e le modalità di pagamento.
Dal 2015 in poi è stato approvato un piano di intervento che porta alla riduzione di questa tassa:

“L’articolo 28 della L. n. 114/2014, di conversione del D.L. n. 90/2014 (recante "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari"), ha previsto una riduzione graduale del diritto annuale delle Camere di Commercio e la determinazione del criterio di calcolo delle tariffe e dei diritti di segreteria. Nelle more del riordino del sistema delle Camere di Commercio – si legge al comma 1 - l'importo del diritto annuale di cui all'art. 18 della L. n. 580 del 1993, e successive modificazioni, come determinato per l'anno 2014, sarà ridotto: - del 35 per cento, per l'anno 2015, - del 40 per cento, per l'anno 2016, e - del 50 per cento, a decorrere dall'anno 2017.  […]

Per una maggiore chiarezza e per capire concretamente a quanto possono ammontare gli importi relativi al diritto camerale riportiamo di seguito un riepilogo degli importi dovuti sia per la sede legale, che per le unità locali ( sedi secondarie dell’attività)



TIPO DI IMPRESA
Importo da pagare
Sede
Unità locale
Imprese individuale iscritte o annotate nella Sezione speciale del R.I. (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli)
57,20
11,44
Imprese individuali iscritte nella Sezione ordinaria del R.I.
130,00
26,00
Soggetti iscritti nel REA (Repertorio Economico Amministrativo)
19,50
--
Imprese con ragione di società semplice agricola
65,00
13,00
Imprese con ragione di società semplice non agricola
130,00
26,00
Società tra avvocati (art. 6, comma 2, D. Lgs. n. 96/2001)
130,00
26,00
Società Cooperative e Consorzi con attività esterna
130,00
26,00
Società di persone (SNC – SAS)- Società di capitali (SPA – SApA – SRL)
130,00
26,00
Unità locali o sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero (art. 9, comma 2, lett. b) del D.P.R. n. 581/1995)
130,00
26,00

3)     CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

I contributi previdenziali variano in base al tipo di attività che si svolge. Se si è un professionista iscritto ad un’ordine professionale ( es. cassa geometri, ordine degli avvocati ecc) si dovranno versare direttamente i contributi al proprio ordine di competenza, e generalmente variano in base al reddito percepito. Se si svolge invece attività commerciale o artigianale i contributi saranno dovuti all’INPS  dove si sarà iscritti alla gestione artigiani e commercianti. In questo caso si dovranno pagare dei contributi fissi che ammontano a circa 3.347 euro all’anno ,suddivisi in 4 rate trimestrali, a prescindere dal volume di affari.
Il pagamento dei contributi minimi obbligatori deve essere infatti effettuato in quattro rate trimestrali alle seguenti date (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio dell’anno successivo).
A questo occorre aggiungere una quota a percentuale calcolata in base al reddito dichiarato. I contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale devono essere versati entro i termini previsti per il pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (giugno e novembre).

4)      INAIL

Dopo aver provveduto all’ Apertura della P.Iva, l’iscrizione all’INAIL potrebbe essere obbligatoria nel caso di attività di particolare natura o rischio. In tal caso occorre fare una comunicazione (telematica) all’Istituto contestualmente all’inizio dell’attività stessa e annualmente pagare il tributo annuale (un centinaio di euro).
All’assicurazione sono tenuti tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti e lavoratori parasubordinati nelle attività che la legge individua come rischiose. Gli artigiani sono tenuti ad assicurare anche se stessi, quindi anche nel caso non avessero dipendenti.
Sono ritenute rischiose: 
a)      le attività svolte con macchine non mosse direttamente dal lavoratore, con apparecchi a pressione e con impianti elettrici o termici;
b)       le attività svolte in ambienti organizzati per opere e servizi in cui si fa uso di tali macchine; 
c)      le attività complementari o sussidiarie alle attività rischiose. 
Inoltre la legge indica specificamente un elenco di lavorazioni per le quali c’è una presunzione assoluta di rischio, ad esempio: lavori edili e stradali, esercizio di magazzini e depositi, nettezza urbana, vigilanza privata, trasporti, allestimento, prova o esecuzione di pubblici spettacoli, ecc..

5)     IMPOSTE E TASSE

Le imposte e tasse, come ad esempio l’IRPEF e l’IRAP, sono calcolate in percentuale sul reddito dichiarato.
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e si basa sul possesso di redditi che rientrano in una delle seguenti categorie: redditi fondiari (terreni e fabbricati), redditi di capitale (interessi attivi), redditi di lavoro autonomo, redditi di lavoro dipendente, redditi di impresa e redditi diversi (plusvalenze, attività non abituali, etc…).
È un’imposta progressiva, in quanto colpisce il reddito con aliquote che dipendono dagli scaglioni di reddito.

Scaglioni di reddito
Aliquote Irpef 2015
Fino a € 15.000
23%
Da € 15.001 a € 28.000
27%
Da € 28.001 a € 55.000
38%
Da € 55.001 a 75.000
41%
Oltre € 75.000
43%

L’IRAP, l’imposta regionale sulle attività produttive a carico delle imprese,
È UN’IMPOSTA PROPORZIONALE AL FATTURATO E NON APPLICATA ALL’UTILE DI ESERCIZIO.
L’importo da versare si ottiene applicando alla base imponibile un’aliquota del 3,90%. Negli ultimi anni, al fine di agevolare le micro imprese, sono state introdotte alcune forme di abbattimento della base imponibile sotto forma di deduzione.

Conclusioni

Ricapitolando  uno dei costi più importanti da sostenere e da non sottovalutare per  l’ Apertura della P.Iva e che molte volte induce a desistere,  sono i contributi fissi per artigiani e commercianti, i quali devono essere versati anche se non si dovesse guadagnare nulla. La voce imposte e tasse è invece proporzionale all’aumento del reddito dichiarato (più guadagni e più paghi). Di conseguenza bisogna avere chiara  in testa l’idea di business che si vuole sviluppare e i guadagni che da essa possono derivare, ond’evitare brutte sorprese al momento del pagamento delle spese.