Quando aprire la partita Iva





Se hai letto gli articoli precedenti sulla PARTITA IVA, sicuramente ti starai chiedendo quando sia il momento più opportuno per iniziare a pensare di aprire una Partita Iva.
Partiamo dal precisare che in realtà non è definito un determinato limite oltre il quale si è obbligati all’ apertura della partita IVA.
Le leggi italiane in materia cotabile,  prevedono semplicemente che
“Un soggetto è obbligato ad aprire la partita IVA quando intende svolgere un’attività lavorativa, cessione di beni o prestazione di servizi, in maniera professionale e autonoma”.
Approfondiamo quindi cosa si intende per “maniera professionale e autonoma” .
Con il termine professionalità si intende la non sporadicità  e la sistematicità  dell’attività esercitata in via continuativa. Il requisito della professionalità implica anche lo scopo di lucro, e quindi la volontà di conseguire un utile.
Un’attività è inoltre professionale se viene svolta in modo  non occasionale, anche se non in modo esclusivo (lo stesso soggetto può infatti svolgere diverse attività).
Un’attività si definisce autonoma invece se è svolta senza alcun vincolo di subordinazione, come invece accade a chi è vincolato ad un rapporto di lavoro dipendente.
Generalmente laddove non si soddisfa il criterio dell’abitualità dell’attività si parla di occasionalità dell’attività di lavoro.  In caso di attività occasionale quindi, non c’è obbligo di aprire la partita IVA, ma semplicemente tali redditi andranno dichiarati in sede di dichiarazione dei redditi, 730 o Unico persone fisiche.
Tuttavia la distinzione tra attività abituale ed attività occasionale, diventa nel concreto difficile da realizzare, in quanto non sono date chiare e specifiche direttive per poter effettuare una distinzione. Per sommi capi però la normativa in merito ci fornisce due indicatori soglia che possono aiutare a capire quando è arrivato il caso di aprire:
Limite temporale
1.      L’attività lavorativa non è più occasionale quando vengono superati i 30 giorni di attività, nello stesso anno solare, nei confronti dello stesso committente.
Limite Monetario
2.      In linea generale il vero valido indicatore che può suggerirci la necessità di aprire una partita iva, è quello monetario, infatti il limite di ricavi che può derivare da un’attività autonoma affinchè questa non acquisisca il carattere di abitualità, è di € 5.000, superati i quali sarà necessario aprire partita iva.


Generalmente dunque è sconsigliabile almeno agli esordi, a chiunque svolga un’attività in proprio di piccolissime dimensione, per intenderci dunque che non superi i € 5.000 annui di ricavi, aprire una partita iva, sarà mentre preferibile al momento della vendita effettuare delle ricevute con ritenuta d’acconto. In questo modo senza azzardare troppo si può valutare nei primi periodi la validità della propria attività e gli utili che può generare e successivamente, se gli affari vanno bene, si può procedere con la Partita Iva. Naturalmente questo discorso vale per coloro i quali in maniera autonoma e individuale, senza quindi l’esercizio di attività d’impresa, svolgano un’attività in proprio, ad esempio gestione di un blog o realizzazione e vendita di bigiotteria ecc. se invece vogliamo avviare un’attività di maggiori dimensioni, come un ristorante, un bar, una libreria, sarà necessario fin dall’inizio procedere a tutte gli adempimenti necessari sia per l’ottenimento della Partita Iva che per lo svolgimento della attività specifica che si deciderà di aprire in forma autonoma o in forma d’impresa. Nei prossimi articoli approfondiremo meglio l’argomento.