Quale forma scegliere per la propria Partita IVA?


Alla luce di tutti i chiarimenti inerenti la Partita Iva, il suo funzionamento e i suoi costi, bisogna capire quale forma scegliere per la propria attività. “Avviare un’attività autonoma” o “diventare imprenditore”? Questo è il dilemma!
A prima vista le due locuzioni sembrano voler dire la stessa cosa, ma è proprio così?
Tutte le attività di lavoro indipendente, secondo le norme civilistiche e fiscali , si possono classificare in due categorie principali:

1) Attività d’impresa

Il codice civile non fornisce la definizione di impresa, ma quella di imprenditore. Secondo l’articolo 2082 del codice civile:
“E’ imprenditore colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi”. 
Risulta chiaro che l’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi è appunto l’impresa.
Un’attività economica è un’attività diretta alla creazione di nuova ricchezza attraverso la produzione di nuovi beni o attraverso l’aumento di valore di quelli esistenti. Si considera organizzata e quindi può assumere le caratteristiche d’impresa, quando è svolta attraverso un’azienda. L’azienda è l’insieme di uomini e beni organizzati dall’imprenditore per lo svolgimento di un’attività economica (locali, attrezzature, mobili, etc). Come si può evincere da quanto fin qui detto,l’organizzazione deve avere una componente apprezzabile nell’esercizio dell’attività.
Se l’attività è esercitata con strumenti modesti e senza ricorrere al lavoro altrui, non si tratta di attività organizzata e non può considerarsi di impresa. Per esser chiari  un blogger che lavora da solo da casa e con pochi mezzi, in genere, non è considerato imprenditore ma lavoratore autonomo, quindi al momento di  capire quale forma scegliere per la propria attività, non gli converrà scegliere la forma d’impresa.

2) Attività di lavoro autonomo

 Il lavoro autonomo si differenzia dall’impresa principalmente per l’assenza di una significativa organizzazione e cioè di una azienda.
Il codice civile all’articolo 2222 disciplina il contratto d’opera come:
 “Ogni attività lavorativa che prevede l’esecuzione di un’opera o di un servizio contro un corrispettivo, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”.
Secondo le ultime e recenti disposizioni di legge, le attività autonome possono essere svolte nei seguenti modi: 
a) esercizio di arti o professioni, 
b) collaborazioni a progetto, 
c) lavoro autonomo occasionale.
Dopo che hai compreso come inquadrare la tua attività arriva il momento di entrare in azione. “Tutti i soggetti che intraprendono l’esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato”, così si esprime la legge IVA, devono presentare obbligatoriamente una dichiarazione di inizio di attività.
Questa dichiarazione, che è redatta su appositi modelli informatici, va presentata per via telematica all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente entro il termine perentorio di 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività.
L’apertura della partita IVA comporta il rispetto di scadenze fiscali e adempimenti amministrativi e burocratici che è bene far seguire da un professionista serio e preparato al fine di avere assistenza professionale al momento di capire quale forma scegliere per la propria attività e soprattutto evitare brutte sorprese in termini di multe e sanzioni.