Diritti D’autore: Chiarimenti e Guida Fiscale


Il tema che viene affrontato in questo articolo è un tema abbastanza ostico, perché poco trattato ma, con il proliferare dei blog e delle testate autonome sul web, diviene certamente un argomento di interesse sempre crescente che necessita dei dovuti approfondimenti.

“L’autore di un’opera dell’ingegno ha il diritto esclusivo di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, secondo quanto stabilito ai sensi dell’artitolo 12 della norma”  è questo quanto disposto dalla Legge n. 633/194.

Ma qual e’ il titolo che conferisce Diritto d’Autore?
Il Titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla realizzazione dell’opera quale espressione particolare del lavoro intellettuale.
Questo diritto si articola in tre parti:
  1. diritto all’uso economicamente profittevole dell’opera;
  2. diritto di pubblicizzare l’opera; questo come il diritto all’utilizzo economico dell’opera sono diritti patrimoniali e come tali possono essere ceduti,
  3. diritto di rivendicare la paternità dell’opera, è un diritto di natura personale ed in nessun caso può essere oggetto di cessione

Come vanno indicati i compensi da esercizio del Diritto d’Autore?
E’ possibile distinguere due casi di esercizio delle opere soggette a diritti d’autore, alle quali corrisponderanno due diverse modalità di inquadramento in sede di dichiarazione dei redditi:
1.      Compensi  Dall’utilizzazione Economica Del Diritto D’autore NON conseguiti nell’esercizio d’impresa commerciale,  ai fini delle imposte sui redditi vanno classificati come redditi di lavoro autonomo (art. 53, comma 2, lettera b) del Tuir). Ai fini delle imposte dirette, vengono tassati nel periodo d’imposta i compensi percepiti per lo sfruttamento economico delle opere d’ingegno ridotti delle deduzioni forfettarie, di cui all’articolo 54, comma 8, del Tuir.
2.      Compensi  Dall’utilizzazione Economica Del Diritto D’autore derivanti dall’utilizzazione economica delle opere dell’ingegno percepiti da persone fisiche diverse dagli autori . In questo caso essi sono considerati, invece, redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, lettera g) del Tuir.
Le cessioni effettuate dagli autori o dai loro eredi, in ogni caso, sono considerate fuori dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), , ai sensi del articolo 3, quarto comma, lettera a) del DPR n. 63/1972, che sancisce:

“Non sono considerate prestazioni di servizi le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti d’autore effettuate dagli autori”.


Indicazione dei compensi nel modello Unico P.F. 
Partiamo dal precisare che sono soggetti a tassazione tutti redditi derivanti dall’utilizzazione economica delle opere d’ingegno tutelate dal diritto d’autore e  come tali vanno indicati in sede di dichiarazione dei redditi nella sezione III del Quadro RL del modello Unico P.F., alrigo RL25.
Su tali proventi spettano deduzioni forfettarie nella seguente misura:
·        Del 40% dei proventi se il beneficiario ha un’età inferiore ai 35 anni.
·        Del 25% dei proventi se il beneficiario ha un’età pari o superiore ai 35 anni,

alla data di percezione dei redditi dichiarati;
L’importo della deduzione spettante deve essere indicato al rigo RL29.
Nel caso in cui invece persone fisiche diverse dagli autori, compresi i soggetti che abbiano acquistato i diritti d’autore per successione o donazione, percepiscano redditi dall’uso di questi, dovranno indicare i compensi percepiti al rigo RL13, della sezione II A del Quadro RL.
In questo caso il compenso deve essere riportato già al netto della deduzione forfettaria (sopra indicata) spettante. Per gli acquirenti a titolo gratuito non è prevista alcuna deduzione.

Esempio – L’autore di un articolo giornalistico di gossip ha percepito nel corso dell’anno €. 5.000 per la cessione di diritti d’autore. L’autore ha 26 anni, quindi può sfruttare la deduzione forfettaria del 40%. L’autore, quindi, sarà tenuto alla compilazione della sezione III del Quadro RL del modello Unico P.F. nel modo seguente:
·        Rigo RL25 compenso lordo per l’importo di €. 50.000
·        Rigo RL29 deduzione di €. 2.000
·        Rigo RL30 compenso netto per l’importo di €. 3.000
·        Rigo RL31 ritenuta d’acconto su €. 5.000, pari a €. 1.000

Sanzioni previste nel caso di omessa indicazione del reddito in Unico 
La sanzione per dichiarazione infedele nel modello Unico che varia dal 100% al 200%  della maggiore imposta e/o del minor credito spettante, scatta per omessa indicazione del reddito derivante dallo sfruttamento economico del diritto d’autore, o per indicazione di un reddito inferiore. Nella fattispecie la sanzione per dichiarazione omessa varia dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute e non versate con un minimo di €. 258, nel caso in cui si ometta la presentazione della dichiarazione dei redditi o si presenti la dichiarazione con un ritardo superiore a 90 giorni. Nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione con ritardo non superiore a 90 giorni la sanzione amministrativa varia da €. 258 a €. 1.032. E’ comunque possibile utilizzare il ravvedimento operoso.

Va effettuata ritenuta d’acconto ?
Sui redditi corrisposti per prestazione di lavoro autonomo a soggetti residenti riguardante l’utilizzo economico delle opere d’ingegno dovrà essere effettuata una ritenuta d’acconto Irpef del 20% sulla parte imponibile (compenso percepito al netto della deduzione forfettaria spettante indicata a seguire) all’atto del pagamento.
I soggetti tenuti ad operare la ritenuta sono gli enti e le società indicate nell’art. 73, comma 1, del TUIR, le società e le associazioni indicate nell’articolo 5 del TUIR e le persone fisiche che esercitano imprese agricole o imprese commerciali ai sensi dell’articolo 55 del TUIR, le persone fisiche che esercitano arti e professioni e il condominio quale sostituto d’imposta. 
Verrà invece effettuata una ritenuta a titolo d’imposta pari al 30% nel caso in cui i compensi vengano corrisposti a soggetti non residenti , anche per le prestazioni effettuate nell’esercizio di imprese (la ritenuta verrà applicata al 100% dei compensi) ad eccezione dei compensi per prestazioni di lavoro autonomo effettuate all’estero e quelli corrisposti a stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.
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